06 giu
Redazione
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La calamarata: un formato di pasta tipico della Campania

L’arte napoletana della pasta ha origini antichissime che risalgono nientemeno al periodo greco-romano. Questa tradizione si è arricchita nei secoli grazie alle influenze delle svariate culture, che durante le dominazioni della città, si sono susseguite. Queste differenti culture hanno contribuito a rendere esteso e differenziato la serie di forme e di tipologie delle numerose paste.

Una particolare varietà di pasta della nostra regione, la Campania, è la calamarata. Una pasta molto simile ai più conosciuti paccheri, ma più corta e simile alla forma degli anelli di calamari, da qui deriva appunto il suo nome.

Ci sono due tipi di ricette che ben si sposano con questo formato di pasta: la tipica “calamarata” ai frutti di mare e per chi non ama il pesce una calamarata mediterranea con pomodorini e melanzane.

Il sugo classico che accompagna la calamarata è comunque molto semplice e richiama i sapori e i profumi della cucina mediterranea: calamari, pomodorini, aglio, prezzemolo, olive, capperi e peperoncino. I calamari non vanno cotti per un tempo lungo, questo per evitare che risultino eccessivamente duri e gommosi, anzi consigliamo durante la cottura di lessare la pasta in modo che le due preparazioni della pasta e dei calamari abbiano gli stessi tempi.

Servite la calamarata con abbondante prezzemolo e volendo aggiungete ancora un filo d’olio extra vergine di oliva a crudo. Per rendere questo piatto esteticamente piacevole, vi suggeriamo di completare la cottura per pochi minuti in forno al cortoccio in modo da poter servire questo primo all’interno di questi cartocci di carta da forno. 

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